I Centurioni in campo contro l’odio, la discriminazione e l’omofobia

Il GM Raza: «Aderiamo al progetto di Arcigay per ribadire il nostro impegno che promuove i principi di inclusione e uguaglianza»

I Centurioni Rugby aderiscono all’iniziativa «Italia in campo contro l’omofobia», progetto di Arcigay che si svilupperà durante il campionato 2019/2020 con l’obiettivo di sensibilizzare al tema dell’omofobia e dell’odio in tutte le sue forme il mondo dello sport, che tanto può e deve dare in termini di educazione, rispetto e amicizia. L’iniziativa prevede che i club aderenti vedano nei propri allenatori i veri promotori del messaggio di inclusione e della difesa dei diritti civili. Lo faranno indossando i braccialetti di color azzurro, il colore della nazionale Italiana, riportanti la scritta «Italia in campo contro l’omofobia».

Sono attualmente sedici le squadre che, in questa prima fase, hanno aderito all’iniziativa e I Centurioni sono la prima squadra di rugby sul suolo italiano e unico club della provincia di Brescia.

L’iniziativa è aperta anche alle tifoserie. I braccialetti azzurri saranno, infatti, al polso anche delle migliaia di componenti degli Irriducibili Gialloblù, tifoseria organizzata del Modena Volley, squadra di pallavolo che milita nel massimo campionato italiano e che lotta per la conquista dello scudetto nella stagione in corso. Tutte le società sportive e le tifoserie aderenti verranno caricate in una mappa specifica del progetto posizionata sul sito www.arcigaysport.it, continuamente aggiornata.

«Sin dalla nascita del nostro club nel 1964, il presidente Bugatti ha voluto che la nostra società si facesse promotrice dei valori inalterabili dell’inclusione, dell’uguaglianza, dell’accoglienza e dell’ascolto – commenta Luca Raza, General Manager de I Centurioni Rugby -. A suffragio di ciò, sottolineo come, in tutti i 55 anni di vita del nostro club, sia stata assolutamente vietata qualsiasi forma di selezione. Siamo stati avvicinati a questa iniziativa dal nostro tecnico Gianluca Soldo, Assistant Coach della nostra U16 e Video Analyst della prima squadra, che già in passato aveva aderito attivamente a progetti con obiettivi medesimi. Grazie al suo contatto abbiamo potuto conoscere il progetto di Arcigay che, già dal prossimo weekend, vedrà i nostri allenatori aderire in prima persona, trasmettendo con le nostre forze il nostro “no” ad ogni forma di discriminazione e odio. Valori, questi, che fanno parte anche del nostro codice etico, affisso nei nostri luoghi di lavoro, e al quale tutti i nostri tesserati sono chiamati al totale rispetto».

«Crediamo profondamente che lo sport, insieme alle famiglie e alla scuola, sia uno dei luoghi in cui una persona venga formata al rispetto e al valore delle differenze – spiega Marco Arlati, responsabile Sport di Arcigay.- Purtroppo nel 2019 lo sport è ancora uno degli ambienti in cui fare coming out risulta molto difficile ed è per questo che il nostro progetto non ha come scopo solo abbattere l’omofobia in campo, ma diffondere un segnale forte a tutti i giocatori, che vorrebbero fare coming out, ma a causa della paura di conseguenze negative, non effettuano questo passo. La discesa in campo da parte di società sportive e tifosi sono dei segnali forti del loro posizionamento nei confronti delle tematiche dei diritti civili e del rispetto della persona, indipendentemente dal suo orientamento sessuale e dell’identità di genere». 

Nella foto in allegato, la consegna da parte di Marco Arlati, responsabile Sport di Arcigay, dei braccialetti allo staff della formazione rossoblù militante in serie A.